Sound36

By 9 febbraio 2016enrico negro

Enrico Negro fa sua la teoria della Memoria Dell’Acqua e la materializza in dodici straordinari pezzi

Cercare di carpire la magia del rapporto che lega indissolubilmente il musicista con il suo strumento. Catturare quest’arcana alchimia senza aggiungere effetti, senza sovraincisioni e senza che vi siano altri strumenti a turbarla. Renderla fruibile ad un pubblico disposto ad accogliere in sé l’idea di un viaggio introspettivo, che coinvolge in primis l’autore e subito dopo l’ascoltatore, sono alcune peculiarità che distinguono la neonata Solitunes Records dalle altre etichette discografiche.
L’artista è libero di spaziare fra i vari generi musicali, scegliere le tecniche che più preferisce per esprimere il suo estro e la sua creatività, usare tutta la sua sensibilità per raccontare e raccontarsi.
Una novità molto interessante nel panorama musicale che noi di SOund36abbiamo il piacere di presentarvi. Dei tre titoli dell’etichetta torinese, tutti molto belli e già disponibili, abbiamo scelto di raccontarvi il secondo, che è a firma di Enrico Negro e ha come titolo La Memoria Dell’acqua.
Il titolo è di per sé una dichiarazione d’intenti. Fa riferimento ad una teoria secondo la quale l’acqua avrebbe memoria dei luoghi e dei posti con cui viene a contatto. Una teoria non dimostrata, ma molto affascinante, che per traslazione può applicarsi all’esistenza stessa dell’uomo.
Enrico Negro la fa sua e la materializza in dodici straordinari pezzi. Il chitarrista piemontese, che lega la sua figura allo studio, alla divulgazione e all’interpretazione della musica tradizionale piemontese, occitana e mediterranea, accompagna l’ascoltatore lungo un sentiero musicale fuori dallo spazio / tempo. Passato e presente, tradizione e innovazione, memoria e Arte confluiscono, infatti, in un’esperienza intima e coinvolgente. Pezzi originali si alternano a tributi alla musica colta di Monteverdi e De Falla e a quella popolare. Il fingerstyle, la creatività e, soprattutto, la sensibilità dell’artista ridanno nuova linfa a pezzi le cui radici si perdono nelle nebbie del tempo.
La memoria, la circolarità del ricordo sono dunque… compiute!
Concludo evidenziando la ricercata linea del packaging che impreziosisce ancor di più un album che, ne siamo certi, sarà molto apprezzato dai puristi.

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